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カタカナ · katakana

Katakana: il giapponese di ciò che viene da fuori

Il secondo sillabario. Gli stessi suoni dell'hiragana scritti con altri segni, e un compito diverso: scrivere tutto ciò che il giapponese ha preso in prestito da altre lingue.

Il sillabario spigoloso. Con lui si scrivono i prestiti, i nomi stranieri e le onomatopee.

Cos'è il katakana

Suona esattamente come l'hiragana —カ e か sono entrambe «ka»— ma si scrive con altri segni e si usa per altre cose. È quanto di più simile ha il giapponese al nostro corsivo o alle maiuscole: non cambia quello che dice, cambia che tipo di parola è.

Si usa per le parole venute da altre lingue, per i nomi di persone e luoghi stranieri, per i marchi, per i suoni e i rumori, e per mettere in risalto una parola. Mezzo menu di ristorante e mezzo supermercato sono scritti così.

Ed è quello che dà la prima soddisfazione: chi non sa niente di giapponese può leggere コーヒー e capire «caffè», o テレビ e capire «televisione». Sono parole che conosce già, scritte con segni che ha appena imparato.

Gli stessi 46 di base e 25 con diacritici dell'hiragana. Imparato uno, l'altro costa la metà: i suoni si sanno già, cambia solo il disegno.

La tabella del katakana

La stessa griglia dell'hiragana, segno per segno, con la lettura sotto. Messe una accanto all'altra si vede cosa le separa: curve le une, dritte le altre.

I 46 di base
aiueo
アa イi ウu エe オo
カka キki クku ケke コko
サsa シshi スsu セse ソso
タta チchi ツtsu テte トto
ナna ニni ヌnu ネne ノno
ハha ヒhi フfu ヘhe ホho
マma ミmi ムmu メme モmo
ヤya ユyu ヨyo
ラra リri ルru レre ロro
ワwa ヲwo
I 25 con diacritici: due trattini (ガ da カ) o un cerchietto (パ da ハ)
aiueo
ガga ギgi グgu ゲge ゴgo
ザza ジji ズzu ゼze ゾzo
ダda ヂji ヅzu デde ドdo
バba ビbi ブbu ベbe ボbo
パpa ピpi プpu ペpe ポpo
  • ンn l'unica che sta da sola, come la sua ん

In katakana la vocale lunga non si raddoppia: si segna con una lineetta, ー. Per questo コーヒー ha due lineette e si dice «kōhī», strascicando le vocali.

Quelle che si confondono tra loro

Il katakana ha quattro coppie che si somigliano tanto che o si imparano insieme o non si imparano. La differenza sta nella direzione del tratto.

  • シ ツ «shi» e «tsu». Tutte e due hanno due segnetti e una curva. In シ i segnetti stanno a sinistra e il tratto lungo sale; in ツ stanno in alto e il tratto scende. Scriverle a mano è ciò che fissa la differenza.
  • ソ ン «so» e «n». La stessa coppia con un tratto in meno. Come sopra: quello che le separa è la direzione del tratto lungo, non come appaiono da ferme.
  • ノ メ «no», «me» e compagnia. Diversi segni si costruiscono sullo stesso tratto diagonale. Si distinguono per quello che gli si aggiunge sopra, quindi conviene leggerli come un disegno intero e non a pezzi.
  • ー La lineetta non è un trattino. Allunga la vocale precedente e conta come un tempo in più quando si parla. Nella scrittura verticale si scrive verticale: fa parte del sistema di scrittura, non è un segno di punteggiatura preso in prestito.

Il katakana in profondità

Come si adatta una parola straniera

Il giapponese ammette solo sillabe di consonante più vocale, oltre alla n finale, quindi qualsiasi parola che viene da fuori va rifatta per farla entrare. Dove l'inglese accosta consonanti, il giapponese infila una vocale, quasi sempre u, e o dopo t e d: «strike» diventa ストライク (sutoraiku) e «bed», ベッド (beddo). Le vocali lunghe che l'originale non scrive compaiono con la lineetta: «computer» è コンピューター. Per questo leggere il katakana ad alta voce è il miglior indizio: suona come la parola d'origine detta con accento giapponese.

Poi viene il significato, che non sempre viaggia intatto. マンション non è una villa di lusso ma un appartamento in un condominio; スマート si dice di qualcuno magro ed elegante, non di qualcuno sveglio; e una カンニング non ha niente di astuto: è copiare a un esame. Altre si inventano in Giappone con pezzi d'inglese, come サラリーマン, l'impiegato d'ufficio, o si accorciano fino a restare in quattro kana: パソコン, リモコン, エアコン. Conviene impararle come parole giapponesi e non darle per scontate.

I suoni che il giapponese non aveva

Per avvicinarsi a suoni stranieri, il katakana combina un segno con una vocale piccola: ファ, フィ, フェ e フォ per la f seguita da a, i, e oppure o; ティ e ディ per «ti» e «di», che nella tabella normale non esistono, perché チ si legge «chi», come l'italiano «ci»; ウィ, ウェ e ウォ per la w; e ヴ per la v, anche se la maggior parte dei giapponesi la pronuncia come una b. Sono combinazioni che quasi non compaiono nell'hiragana di uso quotidiano e che si leggono come una sola sillaba.

Siccome queste grafie sono relativamente recenti, una stessa parola si può scrivere in due modi: バイオリン e ヴァイオリン per «violino», o ウイルス e ウィルス per «virus». Non è un errore, è la lingua che sta decidendo. Per chi studia, la regola pratica è leggere la combinazione come suona e non compitarla: ティー è «tī», non «te-i». Quello che non cambia è la lineetta: パーティー ne ha due perché ha due vocali lunghe, e toglierle cambierebbe il suono della parola.

Il katakana che non viene da fuori

Anche se lo si associa ai prestiti, il katakana ha altri compiti. Si usa per le onomatopee e i suoni, che in giapponese sono una classe di parole ricchissima: ワンワン è l'abbaiare del cane e ドキドキ, il cuore che batte forte. Si usa per mettere in risalto, come il nostro corsivo o le maiuscole, su cartelli, pubblicità e titoli. E si usa per i nomi delle specie nei testi scientifici, per molti marchi e per scrivere il parlato di un robot o di uno straniero nei manga.

Per leggerlo con scioltezza bisogna accettare una cosa: all'inizio si legge più lentamente dell'hiragana, perché lo si vede meno. Il modo per guadagnare velocità è leggere ciò che è già scritto in katakana, cominciando da menu di ristoranti, confezioni e nomi di paesi. In Hanasuka ha lo stesso elenco, lo stesso quiz e lo stesso tracciato dell'hiragana, e le frasi di uso quotidiano del corso sono piene di katakana, quindi si pratica leggendo cose che si dicono davvero.

Come si pratica il katakana qui

Come con l'hiragana, e con un passo in più: riconoscere la parola presa in prestito che c'è dietro.

Quiz di lettura

71

Segno per segno, scegliendo o scrivendo, con la lunghezza del turno che vuoi e un contatore per carattere per tornare solo a quelli che sbagli.

Tracciato con il dito

Qui conta più che nell'hiragana: シ e ツ si separano davvero solo quando le hai scritte un po' di volte.

E in frasi vere

Le frasi di uso quotidiano del corso sono piene di katakana —コーヒー, ピザ, テイクアウト—, quindi si pratica leggendo cose che si dicono e non elenchi sparsi.

Domande sul katakana

A cosa serve il katakana se suona come l'hiragana?

A dire di che tipo è la parola. In giapponese non ci sono maiuscole né corsivo, quindi il cambio di sillabario è ciò che avvisa che quello è un prestito, un nome straniero, un'onomatopea o una parola messa in risalto.

Quanti caratteri ha il katakana?

Gli stessi dell'hiragana: quarantasei di base e venticinque con diacritici, settantuno in totale. Ogni segno katakana ha il suo equivalente esatto in hiragana.

Quanto ci vuole per imparare il katakana?

Meno dell'hiragana, perché i suoni si sanno già: una settimana abbondante per riconoscerlo tutto. Quello che costa non sono i segni nuovi, sono le quattro coppie che si somigliano tra loro.

Quali parole si scrivono in katakana?

Quelle venute da altre lingue (パン, dal portoghese «pão»), i nomi di stranieri e di paesi, i marchi, i rumori e le parole che si vogliono mettere in risalto. Anche il vocabolario tecnico e i nomi scientifici di animali e piante.

Perché ci sono parole in katakana che non somigliano all'originale?

Perché il giapponese non ammette consonanti di seguito né parole che finiscono in consonante, tranne la n. Quando si adatta una parola, le si aggiungono vocali finché non entra nelle sue sillabe: «Christmas» diventa クリスマス (kurisumasu). Inoltre molte si accorciano: パソコン viene da «personal computer» e スマホ, da «smartphone».

Cosa sono le combinazioni come ファ o ティ?

Sono sillabe che il giapponese non aveva e che si scrivono combinando un katakana con una vocale piccola, per avvicinarsi a suoni stranieri: ファ per «fa», ティ per «ti», ディ per «di», ウィ per «wi». Si usano quasi solo in katakana, come in パーティー (festa) o ファン (fan, tifoso), e in alcune parole convivono due grafie.

Ci sono parole portoghesi in giapponese?

Diverse, perché i portoghesi furono i primi europei a commerciare con il Giappone, nel XVI secolo: パン (pane), カステラ (un pan di Spagna, dal «pão de Castela»), タバコ (tabacco) o ボタン (bottone). Sono tra le parole straniere più antiche della lingua. La grande maggioranza dei prestiti moderni, invece, viene dall'inglese.

Si può scrivere in katakana una parola giapponese?

Sì, e si fa spesso. Il katakana serve a mettere in risalto, come il nostro corsivo: su cartelli, pubblicità o manga si scrivono in katakana parole giapponesi per attirare l'attenzione o dare loro un tono. Si usa anche per i nomi di animali e piante nei testi scientifici (ネコ, gatto, in uno di biologia) e per imitare un accento straniero.

Impara il katakana praticandolo

Si entra con Google, con Apple o con una mail e una password. Non si chiede nessuna carta, perché non c'è niente da pagare.

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